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  The Voice, ovvero i pizzini di Max
Questo blog nasce come progetto per l'esame di Informatica applicata al giornalismo. Si spera ovviamente che non si esaurisca con la fine del corso, e che possa ospitare commenti, polemiche, esternazioni e quant'altro su argomenti di volta in volta diversi... a cominciare da quelli proposti durante le lezioni.
 
 

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16.05.2006

Biblioteche senza fondi e senza lettori. Resistere o desistere?
Parliamo un attimo di un argomento che potrebbe aizzare le ire funeste di chi è interessato a professioni vicine alla biblioteconomia o comunque coloro che, alla faccia del digitale, ancora fremono quando sentono parlare di lettura nel senso più arcaico del termine.

Dunque.
Chi non ha mai messo piede, almeno per curiosità, in una biblioteca? Chi non ha mai passeggiato, anche controvoglia, in mezzo a scaffali colmi di libri, magari solo per terminare al più presto una banale ricerca scolastica? Forse è il caso di serbare questi ricordi come unici e preziosi: domani potremmo svegliarci in un mondo senza lettura.

LAssociazione Italiana Biblioteche parla chiaro. Il 70% delle biblioteche ha subito negli ultimi anni un drastico taglio nei finanziamenti e gli effetti dei tagli sono purtroppo ben visibili, non solo per quanto riguarda il calo di presenze e prestiti di libri. La stragrande maggioranza delle biblioteche italiane è gestita dallo Stato o da enti locali, e il vero problema sta proprio nella quasi totale assenza di fondi pubblici da destinare a future innovazioni tecnologiche, possibili ampliamenti strutturali, assunzione di personale qualificato.



Da sempre, del resto, listituzione biblioteca e chi vi lavora non sono molto tenuti in considerazione dallopinione pubblica. Troppo spesso quella del bibliotecario non è vista come una vera professione, ma piuttosto come un hobby, unoccupazione per studenti senza troppi impegni o per casalinghe annoiate (categoria peraltro non estranea alla frequentazione di luoghi di lettura, come dimostrano alcune statistiche dellAIB). La formazione del bibliotecario è affidata alle università, proprio come per altre professioni più quotate nellimmaginario collettivo (ingegneri, avvocati, medici). Listituzione della Laurea in Conservazione dei Beni Culturali e del suo indirizzo in beni archivistici e librari, alla fine degli anni settanta, ha rappresentato un apparente passo in avanti verso il riconoscimento della figura del professionista dei libri.

Una situazione così precaria, sia a livello economico che sul versante della consapevolezza del ruolo del bibliotecario, porta a situazioni molto varie anche allinterno di una stessa area geografica. La provincia di Mantova può vantare biblioteche come quella di Guidizzolo, che con laiuto delle istituzioni e di infaticabili volontari si è trasformata in un vero e proprio centro culturale. Ma accanto a questo caso virtuoso, la poco lontana biblioteca di San Giovanni del Dosso ha dovuto abbassare definitivamente la saracinesca, incassando solo timide proteste da parte dei potenziali utenti. E focalizzandosi di nuovo sul versante nazionale, leffettivo impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel settore librario rimane nellombra, anche perché non tutti gli utenti delle biblioteche hanno effettiva dimestichezza con i nuovi strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie in ambito biblioteconomico (cataloghi, banche dati, periodici elettronici). In questo contesto istituzioni come lICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), organismo cui il Ministero ha demandato la documentazione allutenza del patrimonio librario italiano, resta unistituzione nota solo agli addetti ai lavori. Ancor meno sono coloro che utilizzano tutte le risorse bibliografiche e per il recupero dellinformazione che SBN, la rete informatizzata delle biblioteche italiane, mette a disposizione in rete.

Neppure gli studenti universitari, che dovrebbero fare del libro il loro pane quotidiano, sono assidui frequentatori di biblioteche: si limitano infatti a ricerche superficiali in ambito web o restano comunque assai pessimisti sulle prospettive future del comparto della divulgazione del sapere. Da un certo punto di vista, come dare loro torto? Tornando alle biblioteche tradizionali, fedeli alle edizioni cartacee, non consola neppure il fatto che gran parte delle strutture chiamate oggi biblioteche non presentino effettivamente le caratteristiche che dovrebbero a loro essere proprie. Prima fra tutte la catalogazione, almeno rudimentale, del materiale posseduto.

Ci si confronti sul tema, orsù...

  maxtode ore 19:53
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