The Voice, ovvero i pizzini di Max Questo blog nasce come progetto per l'esame di Informatica applicata al giornalismo.
Si spera ovviamente che non si esaurisca con la fine del corso, e che possa ospitare commenti, polemiche, esternazioni e quant'altro su argomenti di volta in volta diversi... a cominciare da quelli proposti durante le lezioni.
01.07.2006
Studio Aperto, cervello in stand-by
E ora, cari telespettatori, una cattiva notizia. Eh, sì: lamore tra Manuela Arcuri e Aldo Montano ècome direnaufragato, incagliato, distrutto, diseredato, consumato, consunto, finito, terminato, bypassato.
No, cari amici. No, vi ripeto. Non siete di fronte allincipit di un malsano articolo tratto da una rivistucola rosa di terzordine. Ciò che avete letto viene dalla voce di un componente di spicco della redazione di Studio Aperto.
Ora basta. Il tg di Italia1, da quando è sotto la direzione di Mario Giordano, ha toccato i livelli più bassi mai raggiunti dallinformazione televisiva in Italia.
Altro che tg per litaliano medio. E il tg, medio, per litaliano pirla. Ma ditemi voi intanto, la navigazione ipertestuale (permettetemi labuso di questo termine) cui è costretto il telespettatore è francamente irritante.
Sì, grazie, ci ricollegheremo con voi in caso di aggiornamenti, Bene, torneremo sullargomento più avanti nel corso del giornale, Giugliacci, anche lei: aspetti a dirci le temperature, questo collegamento era solo per la visuale dal satellite: in un crescendo parossistico, il conduttore si barcamena come può, dando allo spettatore solo una sensazione: casino, fuffa e nullaltro.
Da non dimenticare che mezzo tg è dedicato ai reality Mediaset, e ci mancherebbe: e via con un servizio sul Grande Fratello, uno sulla Fattoria, uno sugli esclusi del primo e un altro sui cacciati dal secondo. Ancora una volta, non resta che cambiare canale.
In conclusione, il bisogno informativo di chi vuole vedere un tg per avere delle notizie non viene pressoché mai soddisfatto, dal momento che gli argomenti seri (cronaca, politica, spettacolo senza tv di mezzo) sono trattati in modo approssimativo e a tratti clownesco, anche per laccostamento tra i servizi.
Ci vuole una bella faccia tosta a piazzare il servizio A sulla cronaca nera a una distanza di venti-venticinque secondi dal servizio B con i consigli di Valeria Marini per lestate. E giornalisti dotati di una certa professionalità, come il vicedirettore Claudio Brachino, si trovano spesso imbarazzati in prima persona a lanciare un reportage sulle notti brave della valletta X a Milano Marittima, quando allinizio del tg si accennava (ma sempre col sorriso, eh???) a casseintegrazioni e ad aumenti della pressione fiscale.
E se avessero ragione loro? Che sia meglio seguire londa del degrado e del suicidio dellintelletto a favore dei consigli per non lasciarsi sfuggire un posto al Grande Fratello 7?
Il mondo di Internet e tutto ciò che gli ruota attorno, data la complessità delle sue caratteristiche non ancora ben definite e definibili, può causare alcuni equivoci terminologici.
Dalla lettura di Giornalismo 2.0 ho avuto la sensazione che questo possa avvenire con due termini ormai da tempo entrati nel vocabolario comune: network e community.
Secondo Staglianò (per i più curiosi, cfr. p. 57, nota 36), Internet favorirebbe rapporti di tipo network, nei quali gli utenti interagiscono online solo se hanno interessi in comune e in ambienti virtuali unicamente destinati a loro. Il tutto allinsegna della massima personalizzazione: queste realtà aprirebbero dunque finestre egocentriche sugli affari del mondo. Esempio tipico, il forum del sito di un dato cantante, o di una squadra di calcio.
La situazione community, invece, si verifica quando si instaura un qualunque rapporto tra individui anche di diverse estrazioni sociali e culturali, che si trovano interagire a livelli più o meno paritari, nella vita reale.
Cè da chiedersi se davvero il sistema creato dai nostri blog a partire dallinizio di questo corso abbia portato alla costituzione di un vero e proprio network. Personalmente, pur rischiando di peccare dingenuità, ritengo di no: non solo non abbiamo un unico ambiente dove interagire ma navighiamo continuamente da una pagina personale allaltra, ma non dimentichiamo che nulla ci vieta di uscire dal nostro recinto e, sulla base di uno spunto tratto da qualche post altrui, approfondire le tematiche che più ci interessano su siti esterni.
Squisitamente network può invece dirsi il commentario creato da questo bel tomo per il coordinamento dei blog su Yahoo! Groups. Ma questa è unaltra storia.
Sicuramente abbiamo interessi comuni che vanno anche al di là del passaggio di un esame, e questo ci porta a consultare anche il blog di qualcuno con cui non abbiamo rapporti strettissimi, se non solo per curiosità almeno perché sappiamo di trovare qualcuno che, almeno in parte, condivide le nostre aspirazioni.
Ma mi spingo a dire che i nostri blog hanno creato unentità più vicina alla community che al network. E questo, romanticamente, ci può mantenere in contatto anche al di là dello schermo di un computer. Non dico idealmente, ma quasi.
Prendo spunto dall'ultimo post di Elisabetta sul suo blog per darvi un mio personale giudizio delle tracce della prima prova che stamattina i valorosi maturandi si sono trovati davanti. Come ogni anno, luci ed ombre. E' doverosa una premessa. Breve, lo prometto.
Inutile perdersi in uno sproloquio sulla situazione generale dell'istruzione italiana: tempo perso. Ma qui le cose stanno davvero peggiorando. Cliccate qui (dove trovate le tracce compete), e osservate con attenzione lo sbrodolamento che è scritto in apertura della sezione saggio breve e articolo di giornale. Sembrano le istuzioni per l'uso di un elettrodomestico. Ciò significa che dal Ministero danno per scontato che lo studente non abbia neppure una vaga idea delle differenze di forma e di stile proprie delle varie tipologie di testo. Ma durante l'anno questi cos'hanno fatto? Nessuno ha spiegato loro le sfaccettature della prima prova?
E ancora prima, per l'analisi del testo letterario, raccomandano al candidato di leggere più volte la lirica. No comment. Spero vivamente che si sia solo trattato di un eccesso di zelo ministeriale, altrimenti...
Ma veniamo al dunque. Ecco i miei voti alle tracce. Vedremo domattina se qualche quotidiano sarà d'accordo con me...
TIPOLOGIA A ANALISI DEL TESTO
L'Isola, di Giuseppe Ungaretti(da Il sentimento del tempo)
Una lirica piacevole, che sinceramente non ricordo di aver mai letto. Non mi sbilancio, non sono un esperto di Ungaretti. Le consegne date mi sembrano però fin troppo specifiche: credo che un maturando non abbia, anzi, sicuramente non debba aver bisogno di essere imboccato con suggerimenti sull'uso del dizionario. Io avrei eliminato pure le note. In complesso, buona la scelta (anche se molti di arrivare ad Ungaretti prima di giugno se lo scordano), fin troppo specifiche le indicazioni. Una traccia simile può finire col soffocare la rielaborazione personale dello studente. Voto alla traccia: 6
TIPOLOGIA B SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE
B1 AMBITO ARTISTICO LETTERARIO:
Il distacco nell'esperienza ricorrente dell'esistenza umana: senso di perdita e straniamento, fruttuoso percorso di crescita personale
A mio parere è la traccia migliore. Oddio, un po' sibillino come argomento, io l'avrei messo giù diversamente, ma chi ha una buona cultura filosofica (non guardate me...) se la sarà cavata egregiamente. Stupendi i documenti scelti: dall'Addio ai monti del Manzoni a Herman Hesse, fino all'analisi di un quadro di De Chirico, segno che si comincia a capire (forse) l'importanza del ruolo delle immagini e della loro lettura. Forse io avrei scelto questa strada, non so con che destino... Voto alla traccia: 8
B2 AMBITO SOCIO ECONOMICO:
Città e periferie: paradigmi della vita associata, fattori di promozione della identità personale e collettiva
In apparenza, classica traccia trita e ritrita, girata a destra e a sinistra ogni anno. A prima vista potrebbe sembrare la tipica scelta di chi vuole cavarsela con poco. I documenti sono però vari e abbastanza significativi, e toccano tematiche urbanistiche, sociali, letterarie e storiche. Nel complesso ci si salva. Voto alla traccia: 6
B3 AMBITO STORICO POLITICO:
Democrazia e nazione, unità d'Italia e d'Europa, libertà e fratellanza sono i cardini del pensiero politico di Giuseppe Mazzini (1805 1872)
Traccia vasta ma densa di spunti. L'avrei vista meglio come tema storico, ma anche un saggio sull'argomento può portare ad analisi interessanti, ad esempio confrontando la situazione europea alla nascita di Mazzini e dopo la sua morte... Unica pecca la frasetta di Don Sturzo messa lì quasi a far da contorno agli altri documenti: il fondatore del Partito Popolare meritava forse maggior spazio. Comunque, niente male. Voto alla traccia: 7
B4 AMBITO TECNICO SCIENTIFICO:
Finalità e limiti della conoscenza scientifica: che cosa ci dice la scienza sul mondo che ci circonda, su noi stessi e sul senso della vita?
Vorrei davvero sapere qualcosa di scienza per affrontare degnamente l'argomento, penserà lo studente, prostrato da nottate di studio matto e disperatissimo. Ma forse non è così, almeno stando ai documenti. Passi come quello di Russel lasciano indubbiamente a bocca aperta per la profondità di ragionamento dell'autore, ma forse gli approcci forniti al tema si limitano un po' troppo al filosofico. E ben so come gli scienziati duri e puri non vogliano sentirsi solo venditori di aria fritta... Ma perchè non una bella traccia su una qualsiasi invenzione otto-novecentesca? Non mi pare granché come scelta, ma sapendone poco o nulla mi modero nel giudizio.Voto alla traccia: 5,5
AMBITO C TEMA DI ARGOMENTO STORICO:
ONU, Patto Atlantico, Unione Europea: tre grandi organizzazioni internazionali di cui l'Italia è stato membro. Inquadra il profilo storico di queste tre organizzazioni e illustra gli indirizzi di politica estera su cui, per ciascuna di esse, si è fondata la scelta italiana di farne parte
Ed ecco le dolenti note. L'Unione Europea, in tutte le salse, non manca mai, punto primo. Secondariamente, è un tema pressoché impossibile da svolgere in modo accettabile per il semplice fatto che nel migliore dei casi il novecento, guerre mondiali comprese, è trattato solo nel secondo quadrimestre dell'ultimo anno, in barba a riforme e controriforme programmatiche. Non mi stancherò mai di ripetere che la storia contemporanea la impara decentemente o chi lo fa con studi autonomi o chi affronta esami di indirizzo nell'ambito universitario. Avrà azzardato questa scelta colui che, per curiosità personale, si sarà fatto un'idea su questi argomenti, magari dalla semplice lettura dei giornali. Voto alla traccia: 4
AMBITO D TEMA DI ORDINE GENERALE:
Campagne e paesi d'Italia recano ancora le tracce di antichi mestieri che la produzione industriale non ha soppiantato del tutto e le botteghe artigiane continuano ad essere luoghi di saperi e di culture ai quali l'opinione pubblica guarda con rinnovato interesse. Contemporaneamente, anche il mondo dell'artigiano è stato investito dall'innovazione tecnologica che ne sta modificando contorni e profilo. Rifletti sulle caratteristiche dell'artigianato oggi e sull'importanza sociale, storica ed economica che esso ha avuto e che in prospettiva può avere per il nostro Paese
Poteva andar peggio, per l'àncora di salvezza scelta da chi non ha capito come si fa un saggio. L'esposizione dell'agomento è da cardiopalma, fioccano gli aggettivi inutili e l'impressione complessiva fa sospettare che al ministero siano grandi bevitori di amari. Contorni e profilo fa venire i birividi. A parte le finezze stilistiche, c'è molto da dire, a partire dalla questione della concorrenza cinese. Si rischia però di doversi schierare pro o contro la tecnologia, il che è un'arma a doppio taglio. Voto alla traccia: 6
Prevedo inoltre che domattina, in pieno stile gossipparo, i titoli dei giornali si limiteranno a dire che "ancora una volta il toto-temi è fallito"...
Lautrice offre al lettore specialista come al semplice appassionato un quadro dellaffermazione degli intellettuali nel lungo processo che approda alla definizione della struttura del quotidiano generalista nei primi anni del secolo scorso. Se la data arbitrariamente utilizzata per la nascita della Terza Pagina è quella del 10 dicembre 1901, quando Il Giornale dItalia pubblicò alcuni resoconti della prima rappresentazione in pubblico della Francesca da Rimini di DAnnunzio, già negli anni precedenti una funzione di anticipazione era stata svolta dalla pagina letteraria festiva, adottata da alcuni periodici (LOpinione, Il Fanfulla). Partendo da queste prime, seppur timide, manifestazioni di un nuovo interesse per la cultura, non solo letteraria, la Briganti conduce il lettore in una panoramica dei parallelismi tra gli avvenimenti politici e la storia letteraria del nostro paese, aspetti spesso legati a doppio filo.
Il nuovo ruolo assunto dai letterati in questo rinnovato clima di fermento culturale produsse risultati di grande pregio, contribuendo a dare lustro ad un genere giornalistico a metà strada tra letteratura e informazione. Lautrice non manca di corredare la sua trattazione con alcuni spunti curiosi, tra i quali la serrata polemica tra Gabriele DAnnunzio, creatore del superomismo, e il fiorentino Enrico Corraini, fondatore di riviste darte, che si contrappone al linguaggio magniloquente del Vate, sostenendo la tesi del realismo contro quella dellartificio narrativo.
Una carrellata sulle principali testate del periodo di riferimento, dalla Tribuna al Corriere dItalia, conclude questa trattazione su un fenomeno capace di caratterizzare pienamente la figura dellintellettuale, non relegandola più ai margini della società ma rendendola capace di trovare nel giornalismo una valida occasione per affermarsi.
Oggi non è proprio giornata. Non solo c'è saltato l'esame, ma nel mio cuore mantovano il lutto troneggia. Ebbene sì, a nulla sono valsi 46 (dico, quarantasei) incontri a coronare un sogno forse troppo grande per una città come Mantova: il ritorno in serie A dopo 35 anni.
Già la mia stimata conterranea Fabia aveva tessuto le lodi della squadra della nostra città, salita in due anni dalla C2 alla B e fino a ieri sera in lotta per un posto al sole contro il ben più blasonato Torino. Non sono neppure io un grandissimo appassionato di calcio, stasera non so neppure se guarderò l'Italia, e mai avrei pensato di infarcire il mio blog con melense esternazioni a sfondo sportivo. Ma un briciolo di voglia di tifare questi ragazzi con la faccia pulita e tanto fiato nei polmoni, così diversi dai miliardari che andranno a rappresentarci sulla vetrina internazionale, era venuta pure a me.
E invece... invece non è bastato vincere 4-2 all'andata. I tifosi granata la sapevano più lunga di noi, e il Delle Alpi non è certo il nostro Martelli. 60mila bandiere inneggianti al toro contro 4mila sparuti temerari relegati in un angolino della curva al grido "ta stachema i coran". Ditemi voi che atmosfera si potevano trovare davanti i nostri Notari, Cioffi, Grauso, Noselli. Nomi che al grande pubblico non dicono nulla, ma che hanno portato una ventata di calcio pulito e di lotta per un risultato altrettanto pulito in un momento in cui il bel gioco è messo in secondo piano da interrogatori e tribunali. Che tristezza.
Che tristezza per Fabrizio Lori, il "santo subito" dei tifosi biancorossi. Il giovane presidente che, con infinite dosi di umiltà e senza fare passi più lunghi della gamba, anche ieri sera ha incitato i suoi. Anche sul 3-0. Anche quando il rigore di Poggi ha riacceso la speranza. Anche al triplice fischio di Farina.
Che tristezza per mister Di Carlo, messo in burletta per un anno per il suo nevrotico gesticolare in panchina.
Che tristezza per le lacrime dei giocatori, dei tifosi a Torino e delle mille bandiere di Piazza Sordello.
A nulla servono le polemiche sui rigori dati e negati, sui cazzotti in area non visti dall'arbitro, sul fatto che la stessa giacchetta nera fosse piemontese. Cosa conta dire che "doveva andare così", che "il Torino fa parte del sistema"? Ad essere maligni, si può anche insinuare che, coi tempi che corrono, lasciare la città di Torino senza neppure una squadra nella massima serie avrebbe fatto male ai poteri forti...ma è ancora una volta inutile.
Non resta che ripartire, nella speranza di fare un nuovo, straordinario campionato di serie B, raggiungendo l'olimpo del calcio italiano (magari) dalla porta principale, alla faccia del sistema.
Come ha scritto stamattina il nostro maggior quotidiano locale, davvero "A presto", Grande Mantova.
Navigando qua e là ho trovato il sito dell'associazione Mediatime, che si propone lo scopo di giungere alla parificazione delle posizioni contrattuali tra giornalisti tradizionali e "internettiani".
In particolare, il sito fornisce rapide dritte su come scrivere per il web e come impaginare un sito d'informazione. Nel passo che riporto di seguito si rimarca l'utilità di un linguaggio grafico il più possibile asciutto:
"La grafica e limpaginazione di un giornale online non deve essere mai limitazione dello stesso su casta stampata. Il design deve essere impostato seguendo le regole previste per il Web. Evitare di essere scambiati per perfetti dilettanti allo sbaraglio realizzando fastidiose pagine in cui tutto si muove e lampeggia."
Quelli che... comunicano (?!?)
E da tempo evidente che le lauree in Comunicazione siano considerate, dai più, dei corsi di intrattenimento per ventenni sfaccendati che non hanno avuto voglia di fare scelte concrete per il futuro. Opinioni simili sono molto diffuse e, per quanto la cosa vada contro il mio interesse, a mio modo di vedere queste idee possono anche trovare giustificazione. Lattribuzione, lo scorso anno, di lauree honoris causa alla premiata ditta Vasco & Valentino Rossi (manco a dirlo, in discipline affini alla comunicazione) ha fatto sarcasticamente sorridere un po tutti. La verità è che decisioni di questo tipo, di cui ormai gli atenei abusano al solo scopo di farsi pubblicità, dovrebbero avere giustificazioni un po più serie di quelle fornite per i titoli dei due signori Rossi dItalia.
Vado a memoria, partendo da Vasco. Luniversità milanese IULM gli ha conferito la laurea in Scienze della Comunicazione per la sua (indiscutibile, peraltro) capacità di creare sulla sua pelle un personaggio visto come mito per migliaia di giovani, attraverso codici non limitati alle sole parole delle sue canzoni, ma capaci di estendersi a macchia dolio creando un vero fenomeno mediatico e commerciale. Personalmente considero il cantautore modenese come uno dei più grandi autori di musica leggera degli ultimi anni, e, per quanto alcune sue scelte di vita possano essere state (e tuttora siano) poco condivisibili, il conferimento della laurea traballa un po, ma seppur a fatica si regge in piedi. Inoltre Vasco, se non dopato, è in grado di dire una frase di senso compiuto, e aveva pur iniziato luniversità dopo il diploma. Sostiene inoltre di essere un assiduo lettore di classici italiani e stranieri (da Leopardi a Proust). Perché non credergli sulla parola?
Passiamo a Valentino. Personaggio indubbiamente simpatico, per carità. Ma quando ho sentito con le mie orecchie il rettore delluniversità di Urbino motivare la sua laurea in Comunicazione e pubblicità per le organizzazioni con un Valentino è stato in grado di utlizzare diversi strumenti delle comunicazione: solo per fare due esempi, il numero 46 e il colore giallo della sua moto, ammetto di aver rischiato unischemia fulminante. Cosa? Il numero? Il colore? Ma per dio No, dico, ma dategli un attestato di stabilità in curva, non una laurea per la quale centinaia di giovani si sbattono per annipoi per forza chi va Medicina o Ingeneria ci sbeffeggia, vorrei vedere Senza considerare il fatto che sulla tuta di gara del pilota la scritta The Doctor è messa decisamente a tergocome per dimostrare dove se lo mette quel titolo
Sarebbe necessario capire che, va bene, tutto è comunicazione, ma non tutti sono esperti di queste materie, peraltro difficilmente definibili in modo univoco. Non facciamo corsi di psicologia perché dovremo trattare con le persone, o corsi di informatica perché dovremo usare il computer: tutto è una base di partenza sulla quale tentare di instillare, con i nostri mezzi, con limpegno e non solo facendo i simpaticoni o i saccentoni, degli strumenti per crescere, professionalmente e non.
Non basta la risposta tagliente, la battuta pronta o un colore più vivo di un altro a fare un laureato (cosa che, lo ammetto, dovremmo capire anche noi che prendiamo binari più tradizionali per raggiungere lagognato titolo). La risposta devessere pertinente e la battuta opportuna. Sul colore non mi pronuncio. Ma se sono questi gli elementi che rendono il personaggio di successo degno di un titolo accademico, non cè da stupirsi se le nostre lauree, prima o poi, saranno destinate a subire pesanti svalutazioni in termini di credibilità.
Sui quotidiani di oggi troneggia di nuovo la polemica tra Mediaset e Costanzo sulla conduzione di Verissimo, programma che (ahinoi) allieta i pomeriggi televisivi di milioni di italiani. Pare che il giornalista romano, insieme alla degna consorte Maria De Filippi, abbia posto un ultimatum alla dirigenza del gruppo: o ci concedete corpose fasce pomeridiane nel palinsesto dellautunno-inverno 2007, o facciamo fagotto.
Perché no, direi. Peccato che non la pensino allo stesso modo i seguaci di Uomini e Donne, Amici, Cè posta per te, e della nuova (patetica) versione dello stesso Verissimo, passato da testata giornalistica con una parvenza di dignità a ennesimo prodotto di quellinfotainment che spopola su tutte le reti, tra un frizzo, un lazzo, un gossip e un accenno a fatti di cronaca degni di questo nome, ma sempre allinsegna del pazientate e fate i seri per due minuti, poi tornano le veline. Da Cristina Parodi a Paola Perego (non-giornalista a capo di un programma che vorrebbe definirsi tale) ce ne corre.
Bè, pare che i vertici Mediaset, pur inferociti per le richieste rivoluzionarie avanzate da Costanzo, siano ben consapevoli che agli ascolti non si comanda. Per saperne di più, cliccate qui.
Al di là della pura cronaca, sono altri gli argomenti che vale la pena approfondire. A quanto pare, stando a quanto hanno affermato le alte sfere del vecchio biscione, visto che in Italia non si legge, che la scolarizzazione certificata non corrisponde a quella effettiva, che quasi l80% della popolazione è monomediatica dal momento che non vede oltre lo schermo televisivoi programmi definiti (mon dieu!) contenitori spopolano e continueranno a farlo. E pazienza che per la prossima edizione del contenitorone festivo si prevede di destinare una corposa parte della scaletta a (udite udite) un reality con i ragazzi esclusi dagli altri reality Mediaset. Cioè, in parole povere, siamo a metà tra la presa in giro più spudorata e laltrettanto cristallina esaltazione dellimbecillità. Come dite? Chi condurrà questimmonda accozzaglia di nulla medatico? Ma che diamine, laccoppiata Perego-Costanzo, of course!
Leggiamo, leggiamo, leggiamo e boicottiamo questa tv, ragazzi. La cretinaggine del tubo catodico resterà intatta per chi persisterà nel servirsene, ma almeno chi si dissocia ha ancora la possibilità di cambiare canale. Almeno finché una versione evoluta del digitale terrestre ci materializzerà in soggiorno la famiglia Costanzo al gran completo, invitando anche il nostro gatto a partecipare alla nuova edizione dei Mici di Maria. Auguri.
Note sparse
Mi si permetta di inserire un messaggio promozional-artistico.
Visitate il sito di Note Sparse, associazione che si occupa della promozione della musica tra i giovani e sostiene eventi come il Mantova Music Festival, attualmente in corso nella mia città natale, della quale vi offro una cartolina fresca fresca di ieri sera.
La medesima si presta a molteplici esternazioni da parte vostra, tra le quali:
a) chi è il tipo in bici misteriosamente accompagnato dai fari dell'auto dietro di lui?
b) perchè la foto è sfocata?
c) Max, ma non potevi andare più vicino?
d) Max, ma sai usare la digitale o no?...
e) Max, ritirati!
Per una Clemente giustizia
Da una settimana l'Italia ha un nuovo governo, che ha ottenuto giusto ieri la fiducia alla Camera.
E' davvero strano che comici e opinionisti non abbiano colto levidente ossimoro istituzionale cui ci dovremo abituare e che ho tentato di evidenziare nel titolo del post.
Nessuna antipatia personale per Mastella, tutt'altro. Il suo nome di battesimo, però, vuole forse spianare la strada ad unamnistia incondizionata? Il buon Clemente, fervente cattolico ed ex-ministro del primo esecutivo targato Berlusconi, svuoterà le carceri italiane a colpi di indultini?
Chi vivrà vedrà, ma la battuta resta. Al di là delle preferenze politiche, dopo che per cinque anni si è gridato allo scandalo per lingegnere alla giustizia Roberto Castelli, esponente della Lega Nord e, per lappunto, ex-guardasigilli, il nuovo governo Prodi avrebbe potuto evitare di rendersi bersaglio di nuove, facili ironie.
Mastella, al quale rinnovo la mia istintiva simpatia, è laureato in lettere. Di Pietro, ministro per le infrastrutture, ha vestito la toga di magistrato per anni. Fioroni, titolare dellistruzione, è medico, mentre Livia Turco, finita alla salute, è giustamente dottore in filosofia. E via di questo passo. Stesso problema manifestatosi del precedente governo Berlusconi, del resto: va per par condicio ricordato che anche Letizia Moratti era (ed è) unimprenditrice, quindi apparentemente poco indicata per un posto al dicastero che oggi è di Fioroni. Ripeto: gli esempi di questo tipo, da una parte e dallaltra, si sprecherebbero. Ma questa è solo la punta di un iceberg.
Veniamo al dunque. Si parla tanto di tecnici prestati alla politica. Ma cosa succede quando la politica è prestata a sé stessa, ovvero quando i balletti per le poltrone sono estenuanti e a tratti stucchevoli anche per il più fervido appassionato di cronaca parlamentare? A mio parere, accade ciò che si è visto in passato e si vede oggi con il nuovo governo: i partiti comandano minacciando di fornire appoggio solo esterno allesecutivo in gestazione, producendo liti, minacce, veti incrociati.
A che pro vede la luce, dunque, quella squadra che andrà a decidere sulle nostre sorti? Solo per accontentare un po tutti e lasciare qualcuno a bocca aperta per aver ottenuto un ministero che non si aspettava e, paradossale a dirsi, che non si attendevano neppure gli elettori. Mastella docet: il leader dellUdeur era infatti dato, fin quasi allultimo momento, come principale pretendente per la difesa, finita poi ad Arturo Parisi. Ma gli assestamenti nello scacchiere delle cadreghe lo hanno destinato altrove.
Altro argomento spinoso che ora mi sovviene, per concludere: le quote rosa.
Purtroppo, sempre secondo il mio punto di vista, le promesse fatte da Prodi in campagna elettorale sono state sincere ma un po avventate. Allatto di formare il governo, infatti, il professore si è trovato con una maggioranza parlamentare talmente esigua da dovere per forza di cose inserire nellesecutivo quanti più leader di partito possibile, al fine (peraltro pienamente giustificabile) di blindare la sua creatura da possibili crisi. E i suddetti leader sono, manco a dirlo, tutti uomini. Le donne hanno dovuto piegarsi allevidenza dei fatti, raccogliendo le briciole.
Il link vacante...
Forse qualcuno si sarà chiesto (forse, ho detto) il perchè a volte inserisco nei post link e a volte no.
Orbene, sto facendo un esperimento sociologico di grande portata: ho notato, visitando gli altrui blog, che se trovo un link nel bel mezzo di un post finisco col non finire la lettura di tutto l'intervento, lasciandomi trascinare nel deep web dalla sensualità del collegamento...e clicco, clicco, clicco!
Tutto ciò porta a non prestare attenzione a quello che voleva effettivamente dire chi ha scritto.
Quindi d'ora in poi inserirò link solo in rarissimi casi, o tenterò una via di mezzo mettendoli alla fine del pezzo. E' un tentativo (piuttosto artigianale, lo ammetto), di ancorare l'attenzione del lettore, così scarsa e volatile sul web.
Biblioteche senza fondi e senza lettori. Resistere o desistere?
Parliamo un attimo di un argomento che potrebbe aizzare le ire funeste di chi è interessato a professioni vicine alla biblioteconomia o comunque coloro che, alla faccia del digitale, ancora fremono quando sentono parlare di lettura nel senso più arcaico del termine.
Dunque.
Chi non ha mai messo piede, almeno per curiosità, in una biblioteca? Chi non ha mai passeggiato, anche controvoglia, in mezzo a scaffali colmi di libri, magari solo per terminare al più presto una banale ricerca scolastica? Forse è il caso di serbare questi ricordi come unici e preziosi: domani potremmo svegliarci in un mondo senza lettura.
LAssociazione Italiana Biblioteche parla chiaro. Il 70% delle biblioteche ha subito negli ultimi anni un drastico taglio nei finanziamenti e gli effetti dei tagli sono purtroppo ben visibili, non solo per quanto riguarda il calo di presenze e prestiti di libri. La stragrande maggioranza delle biblioteche italiane è gestita dallo Stato o da enti locali, e il vero problema sta proprio nella quasi totale assenza di fondi pubblici da destinare a future innovazioni tecnologiche, possibili ampliamenti strutturali, assunzione di personale qualificato.
Da sempre, del resto, listituzione biblioteca e chi vi lavora non sono molto tenuti in considerazione dallopinione pubblica. Troppo spesso quella del bibliotecario non è vista come una vera professione, ma piuttosto come un hobby, unoccupazione per studenti senza troppi impegni o per casalinghe annoiate (categoria peraltro non estranea alla frequentazione di luoghi di lettura, come dimostrano alcune statistiche dellAIB). La formazione del bibliotecario è affidata alle università, proprio come per altre professioni più quotate nellimmaginario collettivo (ingegneri, avvocati, medici). Listituzione della Laurea in Conservazione dei Beni Culturali e del suo indirizzo in beni archivistici e librari, alla fine degli anni settanta, ha rappresentato un apparente passo in avanti verso il riconoscimento della figura del professionista dei libri.
Una situazione così precaria, sia a livello economico che sul versante della consapevolezza del ruolo del bibliotecario, porta a situazioni molto varie anche allinterno di una stessa area geografica. La provincia di Mantova può vantare biblioteche come quella di Guidizzolo, che con laiuto delle istituzioni e di infaticabili volontari si è trasformata in un vero e proprio centro culturale. Ma accanto a questo caso virtuoso, la poco lontana biblioteca di San Giovanni del Dosso ha dovuto abbassare definitivamente la saracinesca, incassando solo timide proteste da parte dei potenziali utenti. E focalizzandosi di nuovo sul versante nazionale, leffettivo impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel settore librario rimane nellombra, anche perché non tutti gli utenti delle biblioteche hanno effettiva dimestichezza con i nuovi strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie in ambito biblioteconomico (cataloghi, banche dati, periodici elettronici). In questo contesto istituzioni come lICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), organismo cui il Ministero ha demandato la documentazione allutenza del patrimonio librario italiano, resta unistituzione nota solo agli addetti ai lavori. Ancor meno sono coloro che utilizzano tutte le risorse bibliografiche e per il recupero dellinformazione che SBN, la rete informatizzata delle biblioteche italiane, mette a disposizione in rete.
Neppure gli studenti universitari, che dovrebbero fare del libro il loro pane quotidiano, sono assidui frequentatori di biblioteche: si limitano infatti a ricerche superficiali in ambito web o restano comunque assai pessimisti sulle prospettive future del comparto della divulgazione del sapere. Da un certo punto di vista, come dare loro torto? Tornando alle biblioteche tradizionali, fedeli alle edizioni cartacee, non consola neppure il fatto che gran parte delle strutture chiamate oggi biblioteche non presentino effettivamente le caratteristiche che dovrebbero a loro essere proprie. Prima fra tutte la catalogazione, almeno rudimentale, del materiale posseduto.
Il blog è vero giornalismo?
Il link che troverete in fondo a questo post vi condurrà ad un interessante articolo di Anna Masera che si chiede se considerare o meno il blog come fenomeno giornalistico, evidenziando gli ultimi sviluppi di questa forma di comunicazione.
Secondo me una risposta univoca, come spesso accade in questi casi, non esiste. Probabilmente perchè per quanto il fenomeno blog stia indubbiamente prendendo piede non si ha ancora un'idea unitaria su quel che deve stare alla base della sua costituzione e del suo uso. Ciò si riflette nel linguaggio, che può passare, come abbiamo visto ieri a lezione, da quello giornalistico tout court (comunque scorretto, dato che scrivere per la carta stampata è cosa ben diversa da farlo per il web) a quello informale spesso senza una ragione apparente. D'altra parte, il fatto che alcuni blog, specie negli Stati Uniti, siano stati accreditati come fonti giornalistiche "paritarie" rispetto a quelle tradizionali pare essere un buon segnale per il futuro.
La corsa al Quirinale nel labirinto della rete
Come tutti saprete, sta infuriando in queste ore la battaglia per lelezione del Presidente della Repubblica, e gli organi di stampa sono in fibrillazione. La corsa allultimo aggiornamento è sempre più serrata.
Una svolta decisiva è stata quella di domenica sera, quando lUnione di centro-sinistra, che si appresta a formare il nuovo governo, ha ufficialmente avanzato la candidatura del senatore a vita Giorgio Napolitano.
Personalmente ho appreso la notizia quasi in diretta, curiosando su TeleVideo (altra forma di giornalismo multimediale di cui sarebbe interessante parlare). Immediatamente mi sono catapultato su internet per vedere come quotidiani e agenzie stampa trattavano unultimora di tale importanza. Per diversi giorni, infatti, il nome di Napolitano sembrava uscito dalla rosa dei papabili al Quirinale, e il duello sembrava limitarsi ai nomi di Massimo DAlema, presidente dei Democratici di Sinistra, e Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio nel governo Berlusconi e candidato-bandiera del centro-destra.
Repubblica.it ha pubblicato un breve take tratto da un comunicato dellUnione, dal titolo Quirinale, lUnione a sorpresa candida Giorgio Napolitano, sotto il quale si trovano tutti i lanci pubblicati precedentemente sullargomento:
21:57 Su Napolitano convergenza Unione-Cdl
L'Unione ha diffuso una nota: "Raccogliendo la disponibilità espressa dalla delegazione composta dall'onorevole Pier Ferdinando Casini, dall'onorevole Gianfranco Fini e dal dottor Gianni Letta di far convergere i voti dei partiti da loro rappresentati su una personalità del centrosinistra e di forte profilo istituzionale, Romano Prodi e i leader dei partiti dell'Unione, d'intesa con Massimo D'Alema, hanno deciso di proporre la candidatura alla presidenza della Repubblica del senatore a vita Giorgio Napolitano, già presidente della Camera dei Deputati".
Corriere.it ha avuto invece il tempo per riformulare la notizia in modo un po più personale e indiretto, con accenni anche a Massimo DAlema, grande favorito alla vigilia del voto:
ROMA - Alle 10 di sera ecco la svolta: per il Quirinale l'Unione fa il nome di un diessino che non è D'Alema, Giorgio Napolitano. Lo comunica una nota diffusa dal portavoce di Prodi Ricardo Franco Levi. Poche righe nelle quali la candidatura dell'ex presidente della Camera viene lanciata - si spiega - raccogliendo la «disponibilità» di Casini, Fini e Letta «di far convergere i voti dei partiti da loro rappresentati su una personalità del centrosinistra e di forte profilo istituzionale» e «d'intesa» proprio con lo stesso D'Alema, al secondo passo indietro dopo quello per Montecitorio a favore di Bertinotti.
LAnsa, invece, si limita a inserire lultima notizia come incipit di un lungo articolo che riassume i fatti avvenuti nella giornata di domenica:
QUIRINALE: UNIONE CANDIDA NAPOLITANO,PALLA A BERLUSCONI
»NAPOLITANO, A LEADER UNIONE HO DATO DISPONIBILITA'
ROMA - Il centrosinistra candida al Quirinale Giorgio Napolitano. La mossa arriva dopo una giornata frenetica, in cui una riunione ha inseguito l'altra.La Cdl, pur non compatta, spariglia il gioco dell'Unione. Il centrodestra (la Lega pero' non ci sta) dice 'no' a Massimo D'Alema e offre alla maggioranza quattro nomi per una convergenza sul Quirinale: Giuliano Amato, Lamberto Dini, Franco Marini e Mario Monti. Non chiudendo la porta alla possibilita' che i Ds avanzino un'altra loro candidatura. L'Unione si trova di fronte a un rebus e decide di avanzare la candidatura Napolitano, un nome che Silvio Berlusconi ha bocciato in mattinata. Ora la palla torna nel campo del centrodestra.(segue)
E da rilevare che Repubblica.it e lAnsa seguono la stessa linea di fondo, ovvero linserimento delle notizie più fresche allinizio, in ordine cronologico inverso. Chi apre la pagina ha quindi lultimo aggiornamento immediatamente sotto gli occhi.
Tra oggi e domani i giochi dovrebbero essere fatti: come andrà a finire (specialmente dal punto di vista dellinformazione)?
Curiosando sul web alla ricerca di elementi utili per approfondire i temi del corso, mi sono imbattuto nell' emeroteca online della provincia di Venezia. Vi troverete i link alle edizioni digitali di moltissimi periodici, sia italiani che esteri, generalisti e specializzati.
Due giorni dopo
Sono passate più di 48 ore dallattentato a Nassiriya dove hanno perso la vita tre militari italiani ed uno rumeno. Come abbiamo avuto modo di vedere, le homepage di giovedì dei quotidiani online e dei motori di ricerca che offrono notizie erano (comè comprensibile) dedicate quasi interamente alla tragedia.
Trascorsi due giorni, ho trovato una situazione in gran parte immutata, almeno per le testate considerate autorevoli: i siti del Corriere della Sera e dellagenzia di stampa Ansa offrono ancora un buon risalto allavvenimento, parzialmente oscurato dalla cronaca di queste convulse giornate politiche.
Corriere.it presenta il titolo Morti in Iraq, rientrano le salme e diversi link di approfondimento dalla ricostruzione dellagguato alle biografie delle vittime.
LAnsa presenta un take di circa sei righe: cliccando sul titolo Militari caduti a Nassiriya, oggi il rimpatrio delle salme si accede ad un più lungo pezzo denso di dettagli sugli ultimi fatti.
Diametralmente opposta la scelta di Google News, che dedica (come del resto gli altri due siti) lapertura allelezione di Bertinotti a presidente della Camera, e non spende una sola parola su un fatto che ancora trova largo spazio su qualunque quotidiano cartaceo e digitale. Nel frattempo Google News ha però trovato lo spazio per informarci che nella serata di ieri Augusto ha vinto il Grande Fratello, senza dimenticare che Don Matteo ha trionfato in termini di audience televisiva. Dopo venti minuti, un aggiornamento cambia la struttura della pagina, ma gli accenni allattentato vanno oltre la cronaca, fornendo agli utenti elementi di pettegolezzo o aspetti di vita delle vittime che poco importerano a chi ha fame di notizie più che di gossip.
Dopo questanalisi, a mio parere, si rafforza la convinzione che portali e motori di ricerca che dedicano spazi ad aggiornamenti di cronaca non siano ancora pienamente in grado di staccarsi da una superficialità di fondo che può tradursi, purtroppo, in cattiva informazione.
Link di riferimento:
Corriere della SeraAnsaGoogle News
A proposito della lezione di stamattina sui giornali online, vi suggerisco di fare un salto su www.diario.it. Ci scriveva (sicuramente) e probabilmente ci scrive ancora (credo) pure la prof. Basso.
E' composto in gran parte da commenti (dal chiaro colore politico), e permette di commentare direttamente gli articoli postati dalla redazione. Inoltre mi pare un buon esempio di impaginazione dotata di appeal e allo stesso tempo non dispersiva.
Aggiornamento domenicale...
...solo per informare la community (parolone!...) che ho inserito tutti i link dei blog...date un'occhiata per vedere se il vostro funziona, non si sa mai...
Inoltre mi sono permesso di inserire una nuova categoria per interventi e commenti, denominata "Libero post in libero blog", nella quale potrete inserire quello che vi pare e commentare quello che dico io quando e come vi pare.
Apriamo un mini-dibattito su uno degli argomenti trattati a lezione...
Davvero la scrittura del giornalismo tradizionale è così diversa da quella del giornalismo in rete?
Probabilmente le "regole" di base della scrittura sono portate all'estremo nella stesura di una notizia online. Il giornalismo, in tutte le sue forme, tende ad evitare inutili giri di parole per puntare alla concretezza del fatto ed attrarre così l'interesse del lettore. E questo è evidente dai lead degli articoli di qualunque quotidiano: ma la stringatezza di un lancio d'agenzia che appare sullo schemo di un computer eleva questa caratteristica alla massima potenza.
Partendo da questa mia uscita sui massimi sistemi, approfondiamo l'argomento...a voi!
Ah, dimenticavo la solenne promessa: provvederò quanto prima ad inserire i link di tutti i vostri blog, abbiate fede...
Mai titolo fu più azzeccato. I 5 minuti che ho appena trascorso a navigare mi hanno dato l'impressione che internet è davvero una trappola, e che si sa quando si comincia ma non quando (e come) si finirà.
Partendo dal sito di Google news ho scelto di approfondire la notizia riguardante la possibile nuova occupazione della striscia di Gaza da parte delle truppe israeliane. Cliccando sul titolo principale della notizia si nota subito che l'attenzione dell'agenzia stampa che ha curato il lancio tenda decisamente a far interessare l'utente ad altri fatti. E' quasi sempre scarsa la possibilità di approfondimento interno alla news selezionata, mentre fioccano da ogni parte della pagina web link esterni che forniscono una carrellata di altre notizie della giornata. Si è quindi portati a tornare indietro, e dalla homepage di Google news risultano disponibili altre agenzie che parlano della stessa notizia. Non mancano possibilità interessanti (come "invia questo articolo", dal sito dell'Agi) ma spesso relative a servizi che non riguardano l'approfondimento. Prima che scada il tempo (data anche la connessione a 56k) ho il tempo di scrivere sulla stringa del motore di ricerca "gaza occupazione israele" e i risultati, offerti in ordine cronologico inverso, non si discostano molto da quelli reperibili dall'homepage.